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Svolta in un liceo romano, i transgender potranno iscriversi con il nome che desiderano

In un liceo romano gli studenti transgender avranno la possibilità di potersi iscrivere con il nome che desiderano. Si tratta di una sperata possibilità che apre le porte a una rivoluzione relativa alle questioni di genere.

Sono sempre di più le persone che dichiarano di non identificarsi con il proprio genere. Si tratta di una questione dolorosa, purtroppo poco accettata, e che invece meriterebbe più attenzione. Ma un piccolo cambiamento sembra essere arrivato.

In un liceo romano gli studenti transgender potranno iscriversi con il nome che scelgono

Il liceo artistico Ripetta non è l’unico che ha scelto di intraprendere questa strada. È il quarto in Italia, un numero davvero molto esiguo. Maggiormente sono infatti le Università ad andare incontro agli studenti transgender, che possono iscriversi utilizzando anche un nome diverso da quello riportato sui documenti.

Da qualche giorno anche il liceo romano ha deciso di iniziare con questa nuova procedura. Che prende il nome di Carriera Alias e che non speriamo possa trovare più spazio anche nelle altre scuole. Ma come funziona?

«L’attivazione della carriera alias può essere richiesta dalla famiglia di un alunno minorenne o dall’alunno maggiorenne che dimostri di aver intrapreso un percorso psicologico e/o medico teso a consentire l’eventuale rettificazione di attribuzione di sesso e desideri utilizzare un nome diverso da quello anagrafico».

Ha spiegato la novità anche la preside del liceo, Anna de Santis, che ha dichiarato di essersi consultata con l’Asl con lo scopo di tutelare questi studenti. Secondo le statistiche, i giovani transgender vanno incontro, tre volte di più rispetto ai cisgender, all’abbandono scolastico.

«Quelle che altrove sono diversità, da noi sono la normalità. Di conseguenza è giusto accompagnare e aiutare questi ragazzi e queste ragazze che iniziano un percorso molto complesso».

Come dicevamo la Carriera Alias è già una realtà in altri tre istituti italiani. Mentre è più diffusa nelle Università, dove generalmente si rispettano molto di più i diritti degli studenti. E a proposito di questioni delicate: La donna può usare l’embrione dell’ex marito anche se lui non è d’accordo

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