Attualità

Parigi, ingresso vietato al Museo d’Orsay per la scollatura: è polemica

A una giovane turista è stato impedito di entrare al Museo d’Orsay a Parigi a causa della sua scollatura. Dopo la denuncia social di ciò che è accaduto sono nate numerosissime polemiche, al punto che la direzione del museo ha deciso di scusarsi.

Le discriminazioni di genere sono più che mai ancora attuali. Di storie così ne sentiamo tutti i giorni, sia in Italia che all’estero. L’ultima ha preso piede al Museo d’Orsay, a Parigi, dove una ragazza ha dovuto indossare una giacca per poter entrare in visita.

Parigi: a causa della sua scollatura le viene impedito di entrare al Museo d’Orsay

Una brutta e sgradevole disavventura quella che si è trovata a vivere una ragazza di nome Jeanne, che voleva visitare il Museo d’Orsay. Una volta arrivata all’ingresso e in procinto di entrare è stata bloccata dagli addetti e rimandata indietro. Il motivo? Troppo scollata per il dress code del museo.

La giovane ha poi dovuto indossare una giacca che le coprisse il décolleté. E questo anche se la temperatura era di 26°. Ma una volta uscita, ha raccontato e denunciato la disavventura sui Twitter. Dove successivamente si è scatenata la polemica.

Jeanna ha precisato di non voler assolutamente boicottare il museo, in cui tra l’altro desidera tornare. Ma di far riflettere sulla discriminazione femminile. Che ancora oggi esiste e si fa sentire molto chiaramente. Nel frattempo anche la direzione del Museo ha dato la sua versione.

In un comunicato stampa inviato alla redazione di Liberation“, ha fatto sapere di essere rammaricata per l’incidente. E che ha provveduto a fare un richiamo delle regole di accoglienza alla società che fornisce il servizio di accoglienza situato all’ingresso.

Le scuse poi sono arrivate anche alla giovane. Che ha confermato di essere stata chiamata dall’amministrazione del Museo d’Orsay. Cosa ne pensate di tutta questa storia? Fatecelo sapere nella sezione dei commenti e non perdetevi questo interessante collegamento: Pub vieta l’ingresso ai bambini: non rispettano le distanze

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