Attualità

Nuovo Decreto, dall’11 Gennaio riparte la divisione per fasce: le Regioni a rischio

Dall’11 gennaio con il nuovo decreto si riparte con la divisione per fasce delle Regioni. Nel frattempo sono cambiati anche i parametri di riferimento (l’Rt) che portano le zone nelle determinate fasce. L’articolo 2 del Decreto legge datato 4 gennaio stabilisce che la zona arancione sia valida con un Rt che va dall’1 a 1,25.

Mentre lo scenario 3 (la zona rossa) si attiva con un Rt da 1,25 a 1,50. Ma solamente se “nel territorio si verifica un’incidenza dei contagio maggiore a 50 casi ogni 100mila abitanti”.

Con il nuovo decreto si ricomincia con la divisione delle regioni per fasce

E proprio quest’ultimo parametro è stato introdotto per non permettere che i territori con bassa circolazione virale finiscano in zona 2 per colpa di un singolo episodio di aumento dell’Rt. L’11 gennaio è la data ufficiale in cui scatterà il nuovo sistema delle fasce. Tuttavia il 9 e il 10 tutta Italia sarà in zona arancione.

Niente è però lasciato al caso, perché l’8 gennaio dovrebbe arrivare il report dell’Iss e del ministero della Salute sulla situazione del Paese. E che verrà discusso nella riunione della Cabina di Regia Benessere Italia. Solo successivamente la suddetta riunione, sarà pubblicata l’ordinanza del ministero della Salute.

Come ha riportato il Fatto Quotidiano, ad oggi sono tre le Regioni che rischiano di cambiare fascia: Liguria, Veneto e Calabria. Ma anche la Basilicata, la Puglia e la Lombardia. A limite invece Marche ed Emilia Romagna. Le prime Regioni nell’ultimo report avevano l’Rt di poco superiore all’1. Mentre le ultime due dal 21 al 27 dicembre avevano un indice a 0,93. Che secondo Roberto Battiston, fisico dell’università di Trento, sarà attualmente arrivato a 0,99. Quindi di poco inferiore alla nuova soglia che, in base al nuovo decreto legge, fa scattare la zona arancione.

Per rimanere ulteriormente aggiornati sulla situazione epidemiologica del nostro Paese vi consigliamo la lettura di un altro nostro articolo: Le vaccinazioni vanno a rilento in Italia: ecco perché

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button