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“Per i negazionisti niente terapia intensiva”, la proposta della Svizzera fa discutere

Fa discutere la proposta della Svizzera dedicata ai negazionisti e alla terapia intensiva i cui posti iniziano a scarseggiare. Incredibilmente sono sempre molti di più le persone convinte che il Covid non esista e che si tratti tutto di un complotto organizzato da Dio solo sa chi.

Eppure anche i negazionisti sono persone e può capitare che si ammalino e abbiano bisogno di un ricovero o di cure ospedaliere. Ed è proprio a fronte di questa possibilità che si è espresso un economista svizzero specializzato in sanità.

Niente terapia intensiva per i negazionisti: in Svizzera questa proposta fa discutere

Sta facendo discutere la proposta del dottor Willy Oggier che ha parlato della possibilità che la terapia intensiva possa essere negata ai negazionisti del Covid. Secondo l’economista coloro che manifestano contro le misure anti-contagio, che negano l’esistenza della malattia e che pubblicizzano bufale, non dovrebbero avere il diritto di curarsi nel caso in cui si ammalino.

E sono tanti i medici svizzeri che si sono trovati d’accordo con la sua proposta. Dopotutto non si può affatto negare che negli ultimi tempi i medici non siano diventati il bersaglio preferito di moltissimi complottisti.

Perfino in Italia qualcuno l’ha trovata interessante. Stiamo parlando del direttore della Clinica di Moncurro di Lugano che ha affermato:

“Penso che la sua proposta non sia completamente sbagliata. Esiste una cosa chiamata responsabilità individuale dove ognuno è libero di fare e di dire quello vuole, ma c’è anche una responsabilità collettiva, la quale dovrebbe puntare in questo momento a preservare le strutture sanitarie dalla saturazione”.

Opinione completamente diversa è invece quella di Sandro Cattacin, sociologo dell’Università di Ginevra, convinto che l’aumento dei negazionisti vada di pari passo con il disagio e le difficoltà vissute dai cittadini in questo momento difficile per tutti.

Vi invitiamo a leggere nuovi aggiornamenti: Coronavirus, si abbassa l’Rt e alcune Regioni si preparano a cambiare colore

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