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Milano, studente punito perché ha i capelli blu

A Milano uno studente è stato punito perché si è presentato in classe con i capelli blu. La decisione della scuola ha però provocato la nascita di un’iniziativa studentesca che conta sull’appoggio dell’Unione degli studenti, dei Giovani democratici e dell’assessore del Municipio 8 Paolo Romano.

Una ventina di studenti hanno deciso di appoggiare Mattia, il ragazzo di quinta che frequenta l’ultimo anno dell’Istituto Carlo Porta di Milano, uno dei più prestigiosi tra quelli di enogastronomia nel nostro Paese.

Milano, studente pulito a causa dei suoi capelli blu

È stata la stampa locale la prima ad aver riportato la notizia di questa vicenda che ha scatenato non poche polemiche. Mattia, uno studente dell’ultimo anno si è presentato a scuola con i capelli blu. L’Istituto ha un dress code molto rigido, ma in nessuna parte si parla di tinte e acconciature per capelli.

La scuola ha imposto allo studente di cambiare colore di capelli e successivamente gli ha assegnato una nota.

“La dirigente mi ha dato tre giorni per cambiare l’acconciatura. Io non l’ho fatto e sono stato minacciato di non poter più entrare in aula, così ho scelto di lasciare solo le punte di quel colore. Ma anche così non andavano bene. La situazione mi è costata una nota, poi tolta, una chiamata a mia madre e sgridate davanti a tutti. Per cosa? Dei capelli blu? Mi sono sentito discriminato”.

Con queste parole il giovane ha raccontato la sgradevole vicenda, che gli ha consentito di ottenere l’appoggio di una ventina di studenti milanesi. I ragazzi si sono presentati all’esterno dell’Istituto con delle parrucche blu e uno striscione in cui campeggia la scritta “Fifa Blu“.

Nel frattempo Rossana de Gennaro, la dirigente scolastica non ha rilasciato dichiarazioni, ma ha riferito al Corriere della Sera che:

“La scuola con serenità vuole proseguire il dialogo con gli studenti”.

Ha poi aggiunto che l’Istituto professionale stringe un patto educativo con le famiglie, gli studenti e le aziende, in cui si impegnano a formare professionisti di alto livello. Ciò significa che i ragazzi devono abituarsi alla disciplina.

“Perché ci sono ruoli professionali che implicano un certo modo di presentarsi, faremmo loro un danno se creassimo delle aspettative diverse da quello che troveranno sul posto di lavoro”.

E a proposito di polemiche: Samira Zagari, Ct della Nazionale non andrà ai mondiali: il marito glielo ha impedito

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