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Maradona, indagato il medico per omicidio colposo

Il medico personale di Maradona è indagato per omicidio colposo. Si continua a indagare per la morte del calciatore avvenuta meno di una settimana fa. E gli occhi sono tutti su Leopoldo Luque, il suo medico personale. Scopriamo insieme quali sono i punti oscuri di questa misteriosa vicenda che hanno spinto gli inquirenti ad indagare il dottore.

Ha 39 anni ed era il medico personale del Pibe de Oro dal 2016. Da poche ore è indagato per omicidio colposo, un’accusa scaturita, pare, da alcune irregolarità nel ricovero domiciliare da accertare. La magistratura argentina per far luce sulla questione ha deciso di disporre una perquisizione delle casa e dell’ufficio del medico.

Medico di Maradona indagato per omicidio colposo: ecco tutto quello che sappiamo

L’autopsia ha confermato la morte per cause naturali, ma attualmente non è ancora chiaro cosa abbia causato la morte dell’ex calciatore. Gli inquirenti stanno quindi indagando sui ritardi dei soccorsi. Secondo diverse fonti all’arrivo della polizia e degli ufficiali giudiziari, il medico di Maradona avrebbe dichiarato di non aspettarselo. Le autorità mirano a scoprire eventuali sue responsabilità nella morte dell’ex calciatore.

Al momento del decesso infatti il dottore non era a casa, ma sarebbe stato lui a chiamare il 911 per richiedere l’arrivo di un’ambulanza. Erano le ore 12.16. Quante volte il dottore è andato a controllarlo? Questa è senz’altro una delle domande a cui gli inquirenti sperano di poter trovare una risposta. Anche perché Luque è finora l’unico membro dell’entourage di Maradona a non essere stato ascoltato come testimone.

Un altro punto oscuro da chiarire riguarda le dichiarazioni dell’infermiera Dahiana Gisela Madrid. La donna ha dovuto dichiarare in un rapporto di aver controllato Maradona la mattina del 25 novembre. Una dichiarazione falsa, in quanto, come da lei stessa dichiarato, non si è mai recata nella sua stanza avendo preferito lasciarlo dormire.

A questo punto, l’ultimo ad aver visto il calciatore in vita è stato l’infermiere con il turno notturno, che prima di andare a casa, alle 6.30 ha controllato se fosse ancora vivo. Le indagini per ora hanno smontato una della accuse principali effettuata dall’avvocato del Pibe de Oro, Matias Moria. Che ha parlato di un ritardo di mezz’ora per quanto riguarda l’arrivo dell’ambulanza.

Secondo le indagini i soccorsi sono arrivati nel giro di 11 minuti, dopo che la segretaria personale dell’ex calciatore, Maxi Pomargo, ne aveva richiesta una. E sempre a proposito dell’ex calciatore: Laura Pausini su Maradona: “Fa più notizia la morte di un uomo poco apprezzabile che la violenza sulle donne”

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