L’Oréal elimina le parole “sbiancante” e “schiarente” dai suoi prodotti per la pelle

L’Oréal elimina le parole “sbiancante” e “schiarente” dalle etichette dei loro prodotti, prendendo di fatto una posizione sulla questione del razzismo. L’omicidio di George Floyd da parte di alcuni poliziotti ha scosso l’anima di milioni di persone in tutto il mondo.

Fra proteste e prese di posizioni diversi colossi del commercio hanno deciso di dare un contributo. Ad esempio è notizia di qualche giorni fa che la piattaforma Hulu ha eliminati dal suo catalogo tre episodi di Scrubs.

L’Oréal elimina le parole “sbiancante” e “schiarente”: fra polemiche e prese di posizione

Adesso è il turno del famosissimo marchio francese, che ha deciso di eliminare determinate parole dai suoi prodotti per la cura della pelle. Parliamo in particolare delle parole bianco, sbiancante e chiaro. Lo ha annunciato su Twitter senza però rivelare altri dettagli in merito al destino dei prodotti già in commercio.

Oltre alla l’Oréal ha recentemente preso la stessa posizione anche la filiale indiana del gruppo Unilever. Che ha deciso di cambiare nome alla sua celebre crema sbiancante battezzata “Fair & Lovely”. Una decisione portata avanti  dalla consapevolezza di non voler più usare il termine “fair”. E questo poiché vuole impegnarsi a celebrare tutti i toni della pelle.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il colosso francese che in un tweet si è dichiarato non solo solidale con la comunità nera ma anche contro le ingiustizie di tutti i tipi. Una decisione apprezzata da moltissime persone ma che ha suscitato anche diverse polemiche.

Soprattutto da chi è convinto che tali aziende associno il modello di business dell’azienda e soprattutto le pubblicità solamente ai consumatori bianchi. Un esempio? La modella inglese Munroe Bergdorf, che ha accusato di ipocrisia il marchio francese. Che pare l’abbia licenziata appena 3 anni fa dopo che lei aveva denunciato “la violenza razziale dei bianchi”.

Cosa ne pensate di questa storia? Fatecelo sapere nei commenti.

Visto che parliamo di polemiche, merita un’altra rilettura anche questa storia: Venezia, scontrino da 21€ per cappuccino e spremuta ed è subito polemica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *