Curiosità

La maggior parte dei serial killer è nata a novembre: parola di scienza

Secondo una recente ricerca, la maggior parte dei serial killer è nata a novembre. Incredibile ma vero, secondo la statistica è questo il mese dell’anno più propenso a sfornare potenziali criminali. Lo studio si basa su un campione di assassini nati dopo il 1800.

Secondo questa ricerca, la maggior parte dei serial killer sono uomini. Scremando il numero del campion ed eliminando il nazismo e la mafia, sono rimasti 77 assassini campioni di questa ricerca. Vi sembrerà impossibile, ma tra queste 77 persone, ben 17 sono nate nel mese di novembre. Questo dato parla chiaro: a novembre infatti il numero di serial killer è quattro volte maggiore rispetto agli altri mesi. Mica male!

Molti serial killer sono nati a novembre: ecco quali sono i segnali caratteristici secondo questa ricerca 

Lo studio in questione è stato condotto dall’Astrologo Jan Ruis. Secondo lui, ci sono alcuni comportamenti affini tra i serial killer. Si tratta dei comportamenti più classici, di quelli che spesso vediamo nei documentari che parlano di spietati assassini: la tendenza a torturare animali da bambini, la piromania, l’isolamento, la tendenza a mentire spesso e a bagnare a letto.

Crescendo le caratteristiche parlano. Di solito i serial killer sono molto dipendenti dalle loro fantasie, non mostrano segnali di empatia e sembrano avere anche uno scarso autocontrollo e anche pochi obiettivi di vita.

Tradotto in caratteristiche dei segni zodiacali, che cosa significa? Secondo l’astrologo Jan Ruis ci sono pochissimi dubbi. Le caratteristiche appena descritte sono da ricondursi ai cosiddetti segni mutevoli, ovvero Pesci, Gemelli, Sagittario e Vergine.

In realtà però lo studio di cui parliamo all’inizio parlava del mese di Novembre. In questo caso si parla di pura e semplice statistica, mentre nell’altro di astrologia. Insomma, se avete accanto qualcuno nato a Novembre occhio: non si sa mai!

Ecco invece il nuovo studio ha scoperto i “geni zombie”: prendono vita nel cervello dopo la morte di una persona.

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