Benessere

La depressione come lotta: La malattia più sottovalutata di sempre

Quando parliamo di depressione, parliamo di un argomento ancora troppo spesso sottovalutato. Si tratta di una delle patologie più diffuse ai giorni nostri, eppure per molti è ancora difficile chiamarla malattia.

Troppo spesso, infatti, la depressione è scambiata con altre forme di atteggiamento passivo, come ad esempio la pigrizia o la debolezza.

Quando la depressione è scambiata per pigrizia o per debolezza

Chi ne ha sofferto, lo sa bene. Riconoscere questo disturbo come una vera e propria malattia è forse il passo più importante da fare nella via della guarigione.

Perchè la depressione non è pigrizia, la depressione non è una scusa, la depressione è lotta. Si cade all’interno di un vortice che sembra non finire mai, di un tunnel di negatività di cui non riusciamo a vedere la fine.

Una condizione particolare, che se non riconosciuta in tempo può avere conseguenze molto gravi. La perdita dell’autostima è solo uno dei primi sintomi di questa particolare patologia.

Ormai al giorno d’oggi il termine depressione è quasi abusato, eppure ancora non si riesce a capire davvero questo problema. Ci sentiamo dire che stiamo esagerando, che è solo un periodo no, che tutto passerà.

Forse dovremmo lavorare di più, dormire di meno, uscire con gli amici e divertirci. Eppure ci sentiamo come bloccati, come se alzarsi la mattina fosse una delle cose più difficili del mondo, come se il divertimento non sapessimo più neanche che cosa sia.

E’ una lotta quotidiana, una prigione, un bunker. Perché quasi nessuno è in grado di capire il vortice di paure e di fallimenti in cui si finisce. Quel vortice che ti tiene a letto, con il pigiama ed i capelli in disordine. Quel vortice che ti fa essere antipatica, come se si trattasse di una questione di antipatia.

Nessuno può vedere quella lotta quotidiana contro se stessi, contro ciò che vediamo allo specchio. Come se il voltare pagina fosse un gesto davvero così facile. Perché quasi nessuno si è soffermato per capire cosa davvero stava succedendo, cosa stavo provando.

Finché non ho capito che magari qualcuno ci ha anche provato, ma non sono stata in grado di permetterglielo. Perchè le persone valide esistono, le persone che davvero vogliono la nostra felicità ci sono.

E anche se è giusto ammettere che la depressione è una malattia vera e propria, è anche giusto urlare al mondo che una cura esiste. Si può tornare a sorridere, ad alzarsi dal letto e ad andare a lavorare. Si può tornare a divertirsi e, soprattutto, si può tornare ad amare.

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