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Dpcm di Natale, sì alle riaperture ma con prudenza: cosa cambierà

Dpcm di Natale: il Governo dice sì alle riaperture ma con una parola d’ordine: prudenza. Le Feste più amate dell’anno si avvicinano e sono in molti a chiedersi cosa dobbiamo aspettarci da questo Natale così incerto e diverso dal solito.

Di sicuro non potremo viverlo come siamo abituati. Vediamo quindi quali sono le strategie a cui sta pensando il Governo.

Dpcm di Natale: riaperture con prudenza. I possibili scenari

Secondo voci non ancora confermate sembrerebbe che Palazzo Chigi stia pensando a un decreto a due stadi. Tuttavia ci sono ancora alcune divergenze da appianare e che riguardano alcuni punti cardine: il coprifuoco e gli spostamenti tra Regioni.

In ogni caso i due Dpcm dovrebbero essere validi a partire da due date diverse: il primo dal 3 al 23 dicembre. Il secondo dal 23 dicembre al 6/15 gennaio. Sembrerebbe che il Governo sia disposto a riaprire i confini delle Regioni che si trovano in fascia gialla.

Anche l’orario del coprifuoco è destinato a cambiare. Sembrerebbe che il Governo voglia prolungare l’orario fino alle 23 con la possibilità di arrivare alle 24 il giorno di Natale. In questo modo potranno essere consentite anche le partecipazioni alle classiche e tradizionali funzioni religiose.

La suddetta decisione influenzerà anche gli orari di apertura dei negozi che potrebbero, di conseguenza, rimanere aperti fino alle 22. In questo modo il Governo mira ad evitare gli assembramenti nei negozi. Si discute intanto sull’apertura dei locali situati nelle zone rosse e la riapertura dei centri commerciali durante i fine settimana e i giorni festivi.

Nessuna novità per bar e ristoranti. Il premier Conte mantiene la linea della chiusura alle 18, nei locali in zona gialla e il limite massimo di 4 persone a tavola. Concesso invece l’asporto e la consegna a domicilio.

E a proposito delle festività natalizie e dei parenti: Coronavirus, a Natale sarà possibile vedere i congiunti?

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