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Donna abbandonata alla nascita cerca la madre biologica per curare un tumore: lei rifiuta

Donna abbandonata dalla nascita cerca la madre biologica per sconfiggere un tumore, ma lei si rifiuta di aiutarla. Ecco che cosa è successo

Una donna abbandonata alla nascita cerca la madre biologica per un test genetico che potrebbe salvarle la vita, ma lei rifiuta di aiutarla.

È questa la storia di Daniela Molinari, un’infermiera di Milano che purtroppo sta lottando contro un cancro che resiste alle tradizionali cure. Per questo i medici le hanno consigliato una terapia sperimentale, per la quale serve la mappa genetica di almeno un genitore. Il problema? Daniela è stata abbandonata alla nascita. Vediamo insieme i dettagli di questa drammatica vicenda.

Donna abbandonata alla nascita cerca la madre biologica perché può aiutarla a curare il cancro: lei però si rifiuta 

Daniela ha fatto il possibile per trovare sua madre biologica; ad aiutarla ci ha pensato il Tribunale per i minorenni di Milano, che è riuscito a rintracciare la donna che l’ha messa al mondo.

Purtroppo però non tutto è andato come previsto; la donna si è infatti rifiutata sia di conoscere sua figlia, sia di sottoporsi al prelievo di sangue che potrebbe salvarle la vita. Il tutto, dopo che le era stato garantito il completo anonimato.

Attraverso La Repubblica, Daniela ha lanciato un nuovo appello per cercare di convincere la donna almeno a fare le analisi biologiche che sembrano essere la sua unica speranza di sopravvivenza. Purtroppo però sua madre si è di nuovo rifiutata.

La donna ha spiegato che per lei rivivere quel periodo della sua vita è ancora troppo doloroso. L’infermiera ha quindi deciso di scrivere un’altra lettera:

Mi chiedo come tu ti addormenti la sera come fai a vivere sapendo che hai negato senza possibilità di ripensamento la cosa che ti è stata chiesta: un prelievo di sangue in totale anonimato organizzato secondo le tue regole e la tua volontà, che non andrebbe a cambiare nulla della tua situazione di vita attuale, perché nessuno saprebbe, e che a me invece consentirebbe di far crescere la mia bambina che ha solo nove anni e ha il diritto di avere al proprio fianco la sua mamma.

Ecco invece la storia di Pamela, che a 34 anni è già diventata nonna: “Lo consiglio a tutti, essere nonni non significa essere vecchi”.

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