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Covid, da Domenica molte regioni cambiano colore

Covid: alcune regioni cambiano colore. In attesa del report settimanale dell’Iss vediamo quali sono le zone che potrebbero cambiare fascia. Al momento due regioni sono nella fascia di rischio più elevata. 5 in zona gialla e 14 in arancione.

Di queste ultime alcune hanno buone probabilità di passare in zona gialla e di andare quindi incontro a misure meno restrittive.

Covid: le regioni cambiano colore: ecco quali

Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Liguria, Abruzzo, Umbria, Calabria, Lazio, Puglia e Sardegna sono le regioni in zona arancione. Tra queste il Veneto, Sardegna e l’Emilia Romagna hanno una buona possibilità di passare in fascia gialla. E probabilmente anche le Marche, che presenta un calo nei contagi, una stabilizzazione dei ricoveri e un indice Rt inferiore a uno.

Particolarmente positiva la situazione nel Lazio e in Liguria, dove l’Rt è sotto l’1. Anche Sicilia e la provincia di Bolzano dovrebbero cambiare colore, passando dalla zona rossa a quella arancione. Come sappiamo l’ultimo Dpcm ha modificato anche i criteri e i parametri che stabiliscono il passaggio nelle varie zone.

In quella arancione si entra con un indice Rt a 1, mentre per la rossa deve essere a 1,25. L’assegnazione in una fascia dura minimo due settimane, solo dopo 14 giorni e con i giusti requisiti è possibile passare alla fascia inferiore.

Da qualche ora nel frattempo si sta parlando di una fascia rosso scuro. Che riguarda le seguenti regioni: Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Veneto, insieme alla Provincia autonoma di Bolzano. La novità nasce da una simulazione del Ecdc, che ha preso in riferimento i dati risalenti al 17 gennaio scorso. Nella fascia rosso scuro rischiano di finire le regioni con più di 500 casi ogni 100mila abitanti. Il Friuli Venezia Giulia era dato a 768, Bolzano a 696, il Veneto a 656 e l’Emilia Romagna a 528. Si tratta però di dati vecchi e poco aggiornati.

Nel frattempo: Crisi di Governo, i possibili scenari dopo le dimissioni di Conte

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