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Covid, bambino di Milano positivo nel 2019 ma fu scambiato per morbillo

Emergenza Covid, secondo uno studio pubblicato di recente, un bambino di 4 anni di Milano era positivo prima dello scoppio della Pandemia. Il piccolo arrivò al Pronto soccorso con problemi respiratori e i medici lo sottoposero al tampone per vedere se era morbillo.

A distanza di più di un anno, i ricercatori dell’Università di Milano hanno analizzato nuovamente il campione del bambino e hanno scoperto la presenza del Sars-Cov2, ovvero il Coronavirus. Questa ricerca dimostra che il virus era in circolazione nel mondo e nel nostro paese prima del 2020 e dell’inizio della Pandemia. Vediamo insieme tutti i dettagli della vicenda.

Covid, un bambino di Milano fu trovato positivo molto tempo prima della Pandemia, ma fu scambiato per morbillo

Era il 21 Novembre del 2019, quando un bambino di 4 anni che vive a Milano si ammala di tosse e raffreddore. I giorni passano e non sembra il classico malanno stagionale, tanto che i suoi genitori decidono di portarlo in ospedale il 30 Novembre. Il piccolo vomita e fa fatica a respirare. Il giorno successivo la sua pelle è piena di piccole bollicine e i medici iniziano a sospettare che si tratti di morbillo.

Il tampone però rivela che i sospetti dei medici sono sbagliati. Con il passare dei giorni il bambino guarisce e anche se nessuno sa che cosa abbia avuto, la vicenda sembra finita lì. Ma non è così, perché qualche mese dopo scoppia la Pandemia che conosciamo tutti bene e, a distanza di un anno, i ricercatori si chiedono se quella malattia all’epoca sconosciuta non fosse proprio Covid.

Il tampone del bambino, come da prassi, è stato conservato in un freezer adatto a 180 gradi. I ricercatori hanno quindi potuto analizzare quel tampone insieme ad altri 38 casi simili. Ma alla fine della ricerca, solo quello del bambino viene positivo: era proprio Coronavirus. Secondo Mario Raviglione, autore dello studio e professore di Salute Globale all’Università di Milano e alla Queen Mary University, si tratta di un risultato importante.

Per avere i primi sintomi il 21 novembre – il bambino si è probabilmente contagiato 4 o 5 giorni prima. Né lui né la sua famiglia avevano viaggiato. Quindi il coronavirus era già presente in Nord Italia a metà novembre, confuso con i sintomi dell’influenza. Speriamo che altri laboratori abbiano adesso la stessa idea di riprendere i vecchi tamponi e testarli per il coronavirus. Potremmo così ricostruire una mappa più precisa dell’arrivo dell’infezione in Europa.

Ecco invece le parole di Crisanti sulla terza ondata che hanno fatto discutere.

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