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Coronavirus, in Svezia record di contagi, ma dal Governo niente dietrofront

Emergenza Coronavirus, in Svezia è record di contagi. Fin dall’inizio della Pandemia il modello svedese ha rappresentato un grande punto interrogativo. Il Governo non ha mai imposto (quasi) nessuna misura di restrizione per la gestione del Covid e la Svezia è l’unico stato Europeo a non aver mai chiuso niente.

Il Governo svedese ha infatti sempre puntato su raccomandazioni ai cittadini, facendo leva sul forte senso di responsabilità degli svedesi e su una forte predisposizione al distanziamento sociale già in tempi non sospetti. La resa dei conti del modello svedese doveva arrivare proprio ora.

Secondo i calcoli degli esperti svedesi, infatti, i risultati (positivi) del modello svedese dovevano vedersi ad Autunno. Le parole dell’epidemiologo di stato Anders Tegnell erano incoraggianti: “In Autunno ci sarà un altro livello di immunità di gregge e un indice di contagi più bassi. Ma adesso che siamo alla resa dei conti, è davvero andata così? Quale è la situazione contagi da Coronavirus in Svezia al momento? Vediamo insieme che cosa dice il Corriere.

Coronavirus, il modello Svezia alla resa dei conti: record di contagi, ma il Governo non fa dietrofront e non chiude

La resa dei conti è arrivata e il modello Svezia sembra non aver funzionato, almeno secondo le aspettative svedesi. La mortalità del Covid è comunque più bassa rispetto a molti altri paesi Europei, primi tra tutti la Spagna e la Gran Bretagna: con una popolazione da 10 milioni di persone, sono 6122 i decessi registrati.

Ma se consideriamo gli Stati vicini alla Svezia, il dato è sicuramente preoccupante. La Svezia sta registrando un tasso di mortalità 5 volte superiore alla Danimarca e 10 volte più grande della Norvegia. Lo scorso Venerdì si è registrato un nuovo record con 5900 contagi in un giorno e 42 decessi.

L’epidemiologo Tegnell ha ammesso che forse la Svezia ha sottostimato i contagi della seconda ondata, ma la politica non fa nessun dietrofront. Non ci sono chiusure o misure restrittive, se non il divieto di vendere alcolici dopo le 22 e a Stoccolma le case di riposo restano chiuse ai visitatori.

Ci sono altre piccole restrizioni locali sparse qua e là per il paese, ma niente a che vedere con i divieti in Italia e nel resto d’Europa. In Svezia non c’è neanche l’obbligo della mascherina perché “crea un falso senso di sicurezza”. Restano poi le forti “raccomandazioni”, ma nessun vero e proprio divieto.

Nel frattempo l’opinione pubblica si divide tra chi sostiene la strada scelta dal Governo e chi invece invoca una corsa ai ripari.

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