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Coronavirus, ecco quando è previsto il picco della seconda ondata

Coronavirus, quando potrebbe arrivare il picco di questa seconda ondata? La risposta a questa domanda ce la fornisce La Repubblica che ha raccolto le opinioni di alcuni esperti scienziati. Tra cui il professor Roberto Battiston, fisico dell’Università di Trento che ha analizzato due curve.

La prima coinvolge gli infetti attivi (ovvero i pazienti che risultano positivi a un preciso giorno) e la seconda è riferita al tasso di crescita di questi infettivi attivi.

Coronavirus: quando arriva il picco della seconda ondata?

Secondo l’ex presidente dell’Agenzia spaziale italiana:

“Il tasso di crescita ci dice la pendenza della curva degli infetti, è il parametro più sensibile per registrare i cambiamenti della pandemia: se il tasso di crescita è positivo gli infetti aumentano, se è pari a zero gli infetti sono stazionari, se è negativo gli infetti diminuiscono”.

Durante la metà di settembre le scuole sono state riaperte e hanno provocato il movimento di milioni di persone portando ad un’impennata di casa durante le prime settimane di ottobre. Ovvero un tasso di crescita superiore in salita che di conseguenza porta a un aumento sempre più veloce di infetti.

Tuttavia secondo Battiston i dati degli ultimi giorni segnano un’inversione di tendenza. Se è pur vero infatti, che il tasso di crescita è ancora positivo, non si può non considerare il fatto che stia puntando in basso. I contagi quindi aumentano, ma lo fanno meno velocemente.

Secondo il professore il 27 novembre potrebbe quindi essere la data del picco di questa seconda ondata. Il fisico Giorgio Parisi non si è mostrato così ottimista come l’ex presidente dell’Agenzia spaziale italiana e ha parlato del problema dei tamponi. In fatti se è vero che nuovi casi e numero dei morti nelle ultime settimane raddoppiavano sempre di più, oggi non si può parlare della stessa tendenza.

Tuttavia questi numeri sono poco attendibili:

“Non sappiamo se sono davvero i contagi a rallentare o se piuttosto ci stiamo perdendo una grande quantità di positivi perché il sistema è saturo. Ormai non si sfonda il tetto dei 220mila test al giorno, ma quanti contagiati troveremmo se ne facessimo molti di più?”

Aggiornamento interessante: Coronavirus, in arrivo il “lockdown leggero” dal 15 Novembre

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