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Coronavirus, nuovo decreto atteso oggi: restrizioni fino a Maggio

Atteso per oggi il nuovo Decreto per gestire l’emergenza sanitaria provocata dal Coronavirus. Sembra dunque abbastanza probabile che in giornata il Premier Conte indica una conferenza stampa per annunciare le nuove misure decise per contrastare la diffusione del virus che da un mese ha decisamente cambiato le nostre vite.

La fine del lockdown è fissata per il 13 di Aprile. Sembra però impossibile che l’Italia possa ripartire dal 14 Aprile. Gli effetti della quarantena alla quale siamo costretti da circa un mese iniziano a farsi vedere e non è ancora il momento di allentare la presa.

Il rischio è infatti quello di buttare via tutti gli sforzi fatti. Un piccolo errore e potremmo tornare indietro di moltissimi giorni. Ed è proprio per questo che il nuovo decreto atteso per oggi difficilmente riaprirà le porte alla normalità. Anche se, come riportato dal Corriere della Sera, molto probabilmente qualcosa potrebbe iniziare a cambiare. Vediamo insieme di che si tratta.

Nuovo decreto per l’emergenza Coronavirus: tutte le ipotesi

Come detto, sembra abbastanza probabile che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte annunci in giornata il nuovo decreto per la gestione dell’emergenza Coronavirus. Vi abbiamo già parlato della fase 2, che sarà a tappe regione per regione.

Ma come detto, quasi sicuramente per ripartire bisognerà aspettare il mese di Maggio. Sembra però probabile che da dopo Pasquetta il Governo conceda aperture simboliche. Le prime attività a riaprire il 14 dovrebbero essere le cartolerie, le librerie e le pasticcerie.

Ma la data cruciale resta quella del 4 di Maggio. Per un allentamento delle restrizioni è sempre più sicuro che si debba aspettare il mese di Maggio. Dobbiamo far passare i ponti e le festività, giornate troppo pericolose per il rischio assembramento.

Secondo i tecnici è impossibile passare dal lockdown al via libera definitivo. La parola d’ordine resterà gradualità e le nostre vite non torneranno alla normalità in tempi brevi. Sembra infatti che il via libera sarà dato regione per regione e per fasce d’età. Ma come detto, per il momento non esistono sicurezze.

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