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Il Coronavirus si poteva fermare in 20 giorni senza lockdown secondo questi ricercatori

Secondo un gruppo di ricercatori il Coronavirus si poteva fermare in 20 giorni evitando di sottoporre il Paese a un lockdown nazionale. Il gruppo di ricercatori, fra cui anche il prof. Andrea Crisanti, il 29 marzo scorso inviò al premier Conte e al ministro Speranza un particolare documento.

In cui suggeriva le operazioni da effettuare per evitare misure troppo restrittive e allo stesso tempo fermare il Coronavirus. A conti fatti si tratta della stessa strategia attuata da Cina, Corea del Sud, Israele, Taiwan e Singapore. Vediamo di cosa si tratta.

Il Coronavirus si poteva fermare in 20 giorni senza lockdown

Secondo i ricercatori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dell’Università di Camerino e di Ricmass e del Rome International Center for Materials Science il Covid-19 poteva essere fermato in 20 giorni evitando il lockdown. In un documento inviato a marzo a Palazzo Chigi parlavano del cosiddetto “Case finding and mobile tracing” (CFMT).

In cui suggerivano di evitare la chiusura di scuole e attività e di promuovere il tracciamento dei contatti e l’isolamento dei contagiati dalle famiglie. Il prof. Crisanti ad oggi sostiene che il tracciamento dei contatti, allo stato attuale non è più efficacie.

Ma che nello stato iniziale della pandemia poteva essere risolutivo. Il nostro Paese su indicazione dell’OMS ha invece deciso di procedere ai test effettuati solo sui positivi. Mentre secondo i ricercatori, avrebbe dovuto fare dei test a tappeto su tutta la popolazione. Decidendo poi di isolare i contagiati, non i famiglia, ma in apposite strutture.

Si tratta di una strategia che ha portato la Cina all’evitamento di una seconda ondata. I ricercatori hanno progettato questa soluzione dopo aver effettuato studi approfonditi e dopo aver utilizzato un approccio interdisciplinare.

Nel testo inviato a Palazzo Chigi si legge che:

L’analisi dei dati mostra che le misure di contenimento in Italia sono parzialmente efficaci e la diffusione del contagio in Italia nel periodo di 28 giorni dal 27 Febbraio dall’esplosione del contagio segue la crescita esponenziale allungata. La seconda fase di arresto appare solo nei paesi che hanno attivato il protocollo «Case Finding and Mobile Tracing» (CFMT) dopo un tempo t* di 16 giorni in Cina e di soli 6 giorni in Corea del Sud, mentre in Italia a 28 giorni dall’inizio ancora non appare ancora la fase di arresto e sembra lontano il giorno in cui si saranno zero nuovi contagi”.

Un aggiornamento interessante: Coronavirus, il lockdown nazionale si decide dopo due date decisive

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