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Coronavirus, da Facebook gli strumenti per tracciare gli spostamenti

Anche Facebook scende in campo per combattere l’emergenza Coronavirus. E lo fa mettendo a disposizione alcuni strumenti per tracciare i nostri spostamenti e prevenire il contagio. Strumenti molto utili sotto diversi punti di vista.

Innanzitutto, si può creare il cosiddetto indice di connessione sociale. Si ipotizza così la diffusione del contagio e tutte le probabilità secondo le quali le persone rischiano di venire a contatto con persone di un’altra area.

In più si possono analizzare gli spostamenti degli Italiani, non tanto con violazione di privacy, ma solo per rendersi conto di quanto la quarantena stia o meno funzionando. Ma vediamo insieme più nel dettaglio di che cosa si tratta.

Gli strumenti di Facebook per combattere l’emergenza Coronavirus

Si chiama Data For Good ed è un importante progetto per combattere l’emergenza che il nostro paese e il mondo intero stanno affrontando. Si tratta di tre tipi di mappe messe a disposizione da Facebook che aiutano nell’analisi dei dati e nella prevenzione del contagio.

Una prima mappa misura i trend di spostamenti dalla casa di ognuno di noi fino ad altre zone della nostra città. Facebook riesce a tracciare i nostri movimenti grazie alla localizzazione che attiviamo sul nostro smartphone.

I dati analizzati sono importanti. Confrontando il periodo che va dal 9 al 23 di marzo con altre tre settimane di Febbraio emerge una importante diminuzione degli spostamenti. I dati parlano circa dell’80% in meno, segno che la maggior parte degli italiani ha risposto con grande senso civico alle indicazioni del Governo.

Le altre due mappe messe in campo da Facebook per contrastare l’emergenza Coronavirus riguardano le cosiddette interazioni sociali. In pratica i ricercatori misurano le percentuali di probabilità di connessione tra diverse zone del mondo (e di Italia), per valutare come e se alcune aree possono essere considerate pericolose.

Nel nostro paese stanno partecipando a questo progetto l’Università di Pavia, l’Università Ca’ Foscari di Venezia e il Politecnico di Milano. Nel frattempo, sembra che la fase 2 sarà divisa in due step: prima le aziende e poi i cittadini.

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