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Secondo la Cina il Coronavirus è nato in Italia

La Cina crede che il Coronavirus sia nato in Italia e sul web è già scoppiata la polemica. In pochissimo tempo sui Social Network si è alzato un grandissimo polverone, con la polemica che è rimbalzata da un post all’altro. A suscitare scalpore è stata la dichiarazione di Zeng Guang, l’ex Presidente del Centro Cinese per il controllo e prevenzione delle malattie.

Le sue dichiarazioni si sono basate su  uno studio italiano condotto da alcuni ricercatori dell’Istituto dei Tumori di Milano. Uno studio che è servito un po’ da scarica barile nei nostri confronti anche se, diciamoci la verità, non dimostra proprio niente. Vediamo insieme che cosa è successo.

“Il Coronavirus è nato in Italia”, l’insinuazione della Cina che sta facendo discutere

Lo studio condotto a Milano si è basato sui dati provenienti da alcuni pazienti malati di tumore ai polmoni i cui dati sono stati monitorati tra Settembre 2019 e Febbraio 2020. Analizzando questi dati, i ricercatori hanno riscontrato la presenza di anticorpi anti-SARS-Cov-2. Che vuol dire? Che il virus circolava già almeno da Settembre 2019.

Questo studio ha permesso alla Cina di cogliere la palla al balzo per fare un po’ da “scarica barile”. Il focolaio di Wuhan, il primo scoppiato nel mondo, è infatti arrivo almeno due mesi dopo. Da qui, Zeng Guang ha tratto le sua conclusioni: Il Coronavirus è nato in Italia, almeno secondo la Cina.

Le sue parole hanno immediatamente fatto il giro del web. Analizzando meglio la questione, sembra però evidente che lo studio milanese non dimostri molto. I risultati della ricerca dimostrano infatti solo che il virus fosse in circolazione da più tempo, ma in realtà questo ci si aspettava tutti.

Gli studi sono ovviamente ancora da approfondire e non è possibile capire dove o come sia nato il Covid. Nel frattempo, a proposito della Cina, ecco come sono riusciti ad avere zero contagi.

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