Curiosità

Cadere nel vuoto dormendo: ecco da cosa dipende questa sensazione

Ne siamo sicuri, ognuno di voi avrà avuto almeno una volta nella vita la sensazione di cadere nel vuoto dormendo. O meglio, di solito succede proprio mentre ci stiamo per addormentare.

Ma vi siete mai chiesti perché ci succede? Oggi proviamo a rispondere a questa domanda, con l’aiuto ovviamente degli esperti e, come sempre, della scienza.

Spazio ipnico: la sensazione di cadere nel vuoto dormendo

Parliamo di dormire, una delle cose più belle al mondo. Eppure, ogni tanto, qualche evento esterno arriva a turbare il nostro riposo. Potrebbe essere il partner che russa, una zanzara che ci ronza nell’orecchio o, appunto, quella sgradevole sensazione di cadere nel vuoto dormendo.

Parliamo di una cosa successa ad ognuno di noi che, seppure del tutto comune, può essere davvero fastidiosa. Perché magari sei lì che ti stai per addormentare e, in un attimo, ti risvegli di soprassalto per la paura. Ma perché ci succede?

Si tratta di un fenomeno chiamato spasmo ipnico, che avviene quando il nostro cervello interpreta male i segnali dal nostro corpo o dall’esterno.

In pratica, quando stiamo per addormentarci, il nostro battito cardiaco tende a rilassarsi e di seguito anche la nostra respirazione. Ogni tanto, questo rilassamento del nostro organismo viene interpretato come un segnale di pericolo da parte del nostro cervello, quasi come se stessimo per morire.

Ecco quindi che il cervello invia al SNC l’ordine di svegliare tutti i muscoli subito, causando appunto il nostro soprassalto. In questo modo, il nostro corpo ha la sensazione di cadere nel vuoto e si risveglia immediatamente.

A volte, invece, la sensazione di cadere nel vuoto dormendo può essere causata da una condizione mentale un po’ destabilizzata. Può, infatti, capitarci quando siamo particolarmente stressati e, soprattutto, stanchi.

Lo spazio ipnico, infatti, è un fenomeno che generalmente accade quando siamo molto stanchi e quindi il nostro corpo si rilassa tantissimo durante il sonno. Non si tratta di niente di pericoloso, quindi, ma solo di un’errata interpretazione del nostro cervello. Ma, a proposito di curiosità. Sapete che chi rimane amico dell’ex è un potenziale psicopatico?

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