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Bimbo ustionato con il ferro da stiro: la terribile punizione di questa madre

Nel dicembre scorso Milano è stata teatro di una vicenda orribile che solo adesso è venuta a galla: si tratta di un bruttissimo episodio di violenza domestica in cui un bimbo è stato ustionato con il ferro da stiro.

La sua colpa? Essere tornato a casa con in pantaloni strappati, un’eventualità che per un bambino di 5 anni non è affatto strana. Evidentemente, sua madre, ovvero l’artefice dell’orribile punizione, non la pensava così.

I dettagli sulla vicenda del bimbo ustionato con il ferro da stiro

Come detto sopra, la triste vicenda risale a qualche mese fa, precisamente dicembre 2018, quando un bambino di soli 5 anni è tornato a casa con i pantaloni rotti.

Sua madre, una 27enne di origine marocchina, non ci ha visto più dalla rabbia e gli ha inflitto una punizione che ha scatenato rabbia e polemiche.

Dopo averlo costretto a sdraiarsi sul tavolo in cui lo ha tenuto con la forza, non si è fatta tanti scrupoli e lo ha bruciato ben 11 volte con il ferro da stiro.

Il personale medico, oltre alle 11 bruciature, ha riscontato sul corpo del bambino anche 26 ecchimosi. Si tratta di una punizione assurda e disdicevole, che non trova nessuna giustificazione, né tanto meno nessun fondamento educativo.

Questa terribile storia è venuta a galla mesi dopo quando la madre aguzzina ha patteggiato 3 anni di pena davanti al giudice Elisabetta Meyer.

I legali fin dall’inizio dell’inchiesta, condotta dal pm Giovanni Tarzia, hanno spinto per far iniziare alla donna un percorso di aiuto psicologico. La stessa durante i primi interrogatori ha ammesso di soffrire di stress a causa della situazione familiare pesante.

Ha inoltre negato di aver subito da piccola dei maltrattamenti simili e ha dichiarato di non trovare un motivo logico per essersi comportata in quel modo con il suo bambino.

Attualmente del padre, anch’egli un giovane di nazionalità marocchina, non si hanno notizie. I due non vivono più insieme e secondo le dichiarazioni della donna, l’ex vive in Germania.

Anche il nuovo compagno è indagato, pare che al momento del fatto, fosse presente in casa e non abbia mosso un dito per soccorrere lo sfortunato bambino che adesso è stato affidato ad una comunità. Non tanto tempo fa, vi avevamo raccontato la vicenda della bambina violentata dal nonno che lamentava mal di pancia.

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