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Bagno di Romagna, dipendenti di una casa protetta rifiutano il vaccino

A Bagno di Romagna alcuni dipendenti di una Casa Protetta per anziani rifiutano di farsi il vaccino e ora rischiano il licenziamento. Ci troviamo a Camilla Spighi, una Rsa situata nel Comune di Bagno di Romagna, nel cesenate, dove 20 dipendenti hanno dichiarato di non volersi sottoporre al vaccino contro il Covid.

Nella struttura lavorano 38 persone, di conseguenza coloro che non intendono vaccinarsi sono più della metà. Alcuni dipendenti invece sono già stati vaccinati, lo dimostrano le foto che campeggiano nella pagina Facebook della struttura, dove sono ospitati circa 40 persone non autosufficienti.

Bagno di Romagna: i dipendenti di una Rsa rifiutano il vaccino

L’Rsa è comunale, proprio per questo motivo ha preso la parola il sindaco Marco Baccini, che non è disposto ad accettare la decisione dei dipendenti.

“Ho richiamato personalmente alla responsabilità queste persone che entro l’11 gennaio potranno ripensarci e far sapere se hanno cambiato idea. Parliamo anche di rispetto verso gli ospiti vulnerabili. Se la situazione sarà insostenibile non escludo il licenziamento”.

I suddetti dipendenti non sono gli unici ad aver, almeno per il momento, rifiutato il vaccino. Anche a Piacenza, in questi giorni, si sta parlando di una decisione molto simile. Al punto che la Cooperativa Unicoop di Piacenza, ha deciso di inviare una lettera ai 190 operatori impiegati nei propri servizi sociosanitari. In cui annuncia che coloro che decideranno di non vaccinarsi andranno incontro ad un provvedimento interruttivo del rapporto di lavoro.

La presidente della Cooperativa, Valentina Suzzani, ha spiegato alla Libertà, di aver ricevuto la disponibilità al vaccino dal 95% dei suoi dipendenti. Un’adesione ritenuta positiva e per cui Unicoop si è impegnata per fornire i giusti strumenti (incontri informativi e informazione puntuale) per una scelta consapevole.

“Comunque c’è un cortocircuito giuridico. Da una parte il vaccino non è obbligatorio, ma dall’altra le aziende sono responsabili della salute dei propri lavoratori in caso di contagio. Fatto sta che, in attesa di maggiori chiarimenti, la nostra cooperativa escluderà dai turni i dipendenti che non si vaccinano contro il Covid”, ha dichiarato la presidente.

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