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Avellino, classi divise in alunni “bravi” e “meno bravi”

Sta facendo molto discutere la decisione di una scuola di Avellino che ha deciso di procedere con la classi divise. L’obiettivo, si giustificano, è di evitare il sovraffollamento e di scongiurare il rischio Covid. Ma non è tanto la divisione delle classi a far storcere il naso, quanto il criterio con cui gli alunni sono stati divisi.

La scuola ha infatti deciso di separare gli studenti in due gruppi. Quello degli “alunni bravi” e quello degli “alunni meno bravi“. Una decisione davvero assurda e anche discriminatoria. E che non ci stupiamo abbia fatto nascere polemiche.

In una scuola di Avellino le classi sono divise

Con la riapertura delle scuole, i dirigenti hanno dovuto lavorare molto per cercare di organizzare il tutto rispettando anche le nuove regole. Il Ministero dell’Istruzione ha infatti stabilito nuove regole per il rientro in classe, a causa della pandemia da coronavirus che stiamo ancora affrontando.

Niente incontri ravvicinati e niente contatti. Anche a scuola vige una regola sola: rispettare la distanza di un metro. Il problema principale riguardava quindi le cosiddette classi pollaio, tendenzialmente molto numerose. Ed ecco che il V Circolo didattico di Avellino ha pensato bene di risolvere la questione in una maniera davvero assurda.

Dividendo gli alunni in quelli bravi e in quelli meno bravi. Il tutto considerando il rendimento dello scorso anno scolastico. Le prime polemiche sono arrivate dal segretario provinciale della Cgil che ha parlato di discriminazione. Affermando che l’impostazione scolastica preveda sempre il valore di eterogeneità piuttosto che quello di omogeneità.

Naturalmente sono arrivate anche le difese dell’Istituto che ha dichiarato di aver preso la decisione, solo dopo che quest’ultima era stata condivisa anche dai genitori facenti parte del consiglio di istituto. E che si tratta di una soluzione provvisoria e di durata ridotta. La scuola ha poi concluso la sua arringa difensiva affermando di aver lavorato molto per garantire soluzioni il più possibili adeguate alla ripartenza tanto attesa.

Cosa ne pensate della loro decisione? Siete d’accordo o no? Fatecelo sapere nella sezione dei commenti. E nel frattempo non perdetevi anche quest’altra questione molto simile: Roma, al liceo Socrate niente minigonne: “Ai Prof cade l’occhio”

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